I Sogni e I Desideri nel Coaching & La Stella nei Tarocchi

Era l’anno 1950, Cenerentola cantava:

“I sogni son desideri, di felicità

Nel sonno non hai pensieri 

Ti esprimi con sincerità

Sei hai fede chissà un giorno

non giunga la felicità

Tu sogna e spera fermamente

Dimentica il presente

E il sogno realtà, diverrà

Il sogno realtà, diverrà …” 

– Walt Disney 

Anni dopo, Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa nel libro La Via Dei Tarocchi, pubblicato nel 2004 descrivono una delle più belle carte dei 22 arcani maggiori, LA STELLA: “È l’essere umano nella sua nudità, ossia nella sua verità.

La stella non deve più nascondere nulla a sé stessa, ora deve e può solo ritrovare sé stessa.”

La Stella è la direzione, è colei che indica il percorso e ci dona speranza. Senza La Stella cometa i Re Magi non avrebbero mai trovato la capanna con Maria e Gesù. Senza le stelle i marinai si perderebbero negli oceani, nelle acque, nella notte.

La Stella nei tarocchi, nel suo lato luce, rappresenta i nostri sogni, le nostre speranze, il nostro benessere, la nostra serenità, in nostro orientamento, la nostra posizione.

La stella versa liquidi nel terreno, nutre, purifica l’ambiente circostante intorno a lei, lo arricchisce, se ne prende cura.

A mano a mano che si prende cura di sé stessa e dell’ambiente che la circonda svolge la propria funzione e azione di direzione, di orientamento, di STELLA!

Antonio Bertoli insegnava: “La Stella è l’azione nel mondo da un posto preciso”, ossia una volta che troviamo il nostro posto iniziamo ad agire nel mondo.

La stella nel suo lato ombra: spreca, spreca energie, spreca denaro, si disidrata, si prosciuga; perde la direzione, smette di desiderare, di sognare, smette di agire.

L’ALBERO DEI BISOGNI E DEI DESIDERI

Durante il percorso di Mental Coach, ho approfondito lo studio dei bisogni e dei desideri.

Grazie a tale studio ho potuto in un primo momento dar vita al mio personale Albero dei Bisogni e dei Desideri, e successivamente, coltivandolo costantemente, farlo crescere e fruttificare.

Resto positivamente colpita, quanto tutto questo al contempo entri in perfetta sintonia e connubio con lo studio dei Tarocchi e il cammino lungo il mandala del “Le Mat”.

“La mancanza di qualcosa che si desidera è una parte indispensabile della felicità”.

Questo aforisma di Bertrand Russell ci porta a considerare un fattore fondamentale dell’esistenza umana: ovvero quanto sia importante il desiderio per essere felici.

IL BISOGNO

Bisogno è quello la cui soddisfazione, ripristina uno stato di non mancanza, precedentemente vissuto da una persona. Il bisogno dunque tende ad avere le sue origini dall’esperienza passata, e la sua azione è nel breve tempo, e spesso è ciclica.

Bisogno indica la mancanza di qualcosa che noi reputiamo indispensabile, che in un certo momento della vita, della giornata sentiamo come “primario”.

Il bisogno lo percepiamo come urgente, vivo, sfrenato, imminente, assoluto, estremo, prepotente; ossia una necessità impellente e sostanziale di riempire un vuoto, un qualcosa di cui non si può far a meno per vivere più serenamente, o almeno con il minimo disagio nel breve e brevissimo periodo.

Per cui, il bisogno è l’espressione di una carenza, di un vuoto che richiede di essere colmato, per evitare del disagio o della sofferenza.

Ad esempio, un bisogno primario, è quando abbiamo fame, realmente fame, e ad un certo punto la fame è così elevata, che la nostra mente, non pensa ad altro e diviene così una “monoidea”; almeno fino a quando quel bisogno non viene soddisfatto.

É bisogno: la necessità di cibo, di acqua, a volte è bisogno di Amore (di amare e di essere amati), come può essere quello di un lavoro o anche dell’ultimo modello di smartphone per non sentirsi di meno.

Il bisogno ha la caratteristica di essere prevedibile: date le caratteristiche oggettive di una persona, della sua situazione, della sua storia  e del suo vissuto.

IL DESIDERIO

Il desiderio è altra cosa: “L’idea dell’infinito è il desiderio” – Levinas.

I desideri sono qualcosa a cui la persona aspira, per migliorare e il suo status e sé stesso, e per raggiungere la felicità.

I desideri se non si trasformano in bisogni, di cui effettivamente non se ne può più fare a meno, possono restare anche per sempre solo “sogni” a cui aspirare (nel medio e lungo periodo).

L’etimologia del termine desiderare/desiderio è piuttosto interessante e, come spesso accade per i significati etimologici, ben ne svela il senso profondo. La parola desiderio è composta dalla particella de– e dal sostantivo –sidera: de– può avere un valore sottrattivo, di allontanamento, di assenza; mentre sidera è il plurale di sidus, ovvero “STELLA”. Per cui desiderio significa “cessare di vedere le stelle” o “constatare l’assenza di stelle”. In questo senso, il termine con-siderare, ad esempio, può voler dire “valutare le stelle per orientarsi”; è noto, infatti, che nell’antichità si guardava alle stelle per trovare la rotta.

Il desiderio, è assenza di stelle, assenza di una direzione, e se ci pensiamo bene non avere una direzione vuol dire sentirsi smarriti, disorientati e probabilmente anche angosciati.

Desiderando entriamo in relazione con confini più vasti, di chi già siamo, di dove siamo.

Il desiderio è generativo, è proiettato verso qualcosa che ancora non esiste, da realizzare, creare e mettere in pratica. Proprio per questo è impegnativo, e spesso può apparire “minaccioso”, “pauroso”: perché l’oggetto del desiderio può sembrarci lontano, irraggiungibile, precario, una meta incerta, una meta non realistica.

Il Desiderio, pertanto, porta con sé una quota di dolore perché nasce da un’assenza, e la sua forza, la sua potenza, è lo spessore di questa Assenza. Il Desiderio, nel momento in cui manifesta la forza della sua assenza si può trasformare in bisogno.

Riflessione 

Mi chiedo a questo punto se questo non possa poi divenire un limite nel suo sviluppo.

Mi spiego, nel momento in cui trattiamo un desiderio come un bisogno, lo stesso diventa limitante?! Ne continuiamo veramente a godere come un frutto donato dalla natura, dall’universo, da “Dio”?!

Ma continuando nella riflessione, vado oltre e considero, che solo nel momento in cui portiamo nella nostra radice i desideri e li soddisfiamo (ovvero raggiungiamo l’obiettivo), siamo portati a cercare qualcos’altro che ci consente di guardare ancora più lontano, oltre. Questo ci permette di elevarci a gradi superiori, a livelli di vita ed energetici, sempre più alti, più evoluti.

Desiderare, non è portare con sé solo il vissuto di un’assenza, ma anche, il desiderio di una Presenza. Infatti, il prefisso de– ha anche un valore intensivo, quindi de-siderare, può voler dire anche “guardare le stelle con attenzione”, con intensità, attendendo sperando in qualcosa.

Infatti, il Dizionario Etimologico Della Lingua Italiana (DELI) riporta, come significato letterale originario della parola, “cessare di contemplare le stelle a scopo augurale”.

Una sua variazione è proposta dal filosofo U. Galimberti: i desiderantes erano i soldati che stavano sotto le stelle ad aspettare quelli che dopo aver combattuto tutto il giorno ancora non erano tornati. Quindi, possiamo considerare che il termine de-siderio voglia dire, anche, “stare sotto le stelle ad attendere”.

Ed ecco che il desiderio si fa carico di una speranza. Porta con sé “LA SPERANZA”, di uno slancio verso ciò che percepiamo come assente e sentiamo invece di voler avere presente nella nostra vita.

E infine non dimentichiamo che la particella de- può assumere anche il significato di movimento dall’alto al basso.

Dai significati appena citati della parola desiderio, emerge che il DESIDERIO nasce dall’assenza di un “oggetto” (situazione, status etc…) che a ragione della sua stessa assenza o mancanza viene desiderato, al punto da renderlo presente. Ciò che si desidera, infatti, è già presente nell’atto stesso del desiderio.

Film consigliato: La Migliore Offerta

Un film consigliato in relazione all’argomento dei bisogni e dei desideri è: “La Migliore Offerta”. Film del 2013 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore

“In un falso c’è sempre qualcosa di vero perchè un falsario, se è bravo, non perde mai la tentazione di inserire nella copia qualcosa di suo” 

ELEMENTI DI COACHING

Bisogni: nel film si può evincere il grande bisogno di Virgil, nella ricerca e nel possesso di quadri dal volto di donna.

Il bisogno di possedere tali oggetti, la loro ammirazione segreta compensa un gran vuoto interiore.

Il controllo, che lo porta all’ossessione nel ripetere gli stessi gesti, stesse azioni (tradizioni) anno dopo anno, fa parte sempre dei bisogni del protagonista; il quale soddisfa in questo modo il suo bisogno di sicurezza.

Desideri: solo nel momento in cui Virgil, aspira a una donna reale, al desiderio di lei, riesce a superare i suoi limiti.

La sciar andare: il protagonista, è legato a manie, a regole rigide, a schemi che per una intera vita gli hanno consentito di sentirsi al sicuro. Le stesse regole lo hanno bloccato in una vita “fatta di finzione”, di non realtà.  Solo lasciando andare tutto questo che Virgil, riesce a vivere veramente per la prima volta una vita completa ed umana..

MORALE DEL FILM

Il film mostra l’importanza dei desideri. Solo grazie alla loro esistenza, siamo capaci di spingerci oltre i nostri confini, oltre i nostri limiti. Ad evolvere, a cambiare! Grazie ai desideri, diventiamo audaci, coraggiosi, forti, intrepidi.

Fa comprendere inoltre, che solo lasciando andare i nostri bisogni più radicati (quelli che nel tempo si trasformano in zavorre), possiamo cambiare, e possiamo esprimere, e conoscere parti di noi inesplorate ed il nostro potenziale inutilizzato ed inespresso.