Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a farle nello stesso modo  –  A. Einstein 

L'Eremita nei Tarocchi

Senza la crisi non ci può essere evoluzione, cambiamento, progresso!

Nei Tarocchi di Marsiglia la crisi viene rappresentata dall’arcano n.  9, L’Eremita.

Nel mandala tarologico, ogni fase della vita è un ciclo continuo, che ha un inizio (1) ed una fine (10).

Il vecchio eremita, abbandona la stabilità, l’equilibrio dell’otto, camminando di spalle verso la fine dei primi decimali e nel progredire in avanti verso destra lungo il mandala, illumina il percorso fatto fino a quel momento, e illumina sé stesso nel presente.

Povero e ricco insieme; ricco di rughe e vesti pesanti di una grande esperienza, ha conosciuto la morte e la rinascita, rivolge un appello a noi stessi e ci esorta a vivere la crisi con coraggio, e a camminare senza una direzione certa. Porta con sé, sulle sue spalle tutto il percorso fatto, cerca di comprendere e di capire cosa ha ottenuto fino a quel momento, le azioni i risultati di quel ciclo di vita.

Il nove rappresenta il distacco del frutto dalla pianta madre (Marianne Costa), l’accettazione della maturazione alla fase adulta e quindi il conseguente distacco.

Accettare che qualcosa sia giunto alla fine è il primo passo di una crisi attiva (come la definiva Antonio Bertoli), che consente di raccogliere il buono fino a quel momento, chiudere con il passato e di lasciarci trasportare dal flusso della La Ruota Della Vita.

Ecco che quindi la crisi porta con sé il “distacco”, la separazione ossia il concetto di lasciare andare. È il passo immediatamente precedente la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo.

Quando ci troviamo alla fine di un percorso, di qualcosa a cui siamo abituati, affezionati (un lavoro, una relazione, etcc) che in qualche modo ci dona sicurezza ed equilibrio (reale o non), entriamo in crisi. L’entrata in crisi è una tappa indispensabile per poter consentire al flusso naturale della vita di giungere alla sua fine e quindi abbracciare un nuovo inizio.

Se L'Eremita parlasse...

Sono arrivato alla fine della strada, la dove l’impensabile si presenta come baratro. Davanti a questo nulla non posso più andare avanti. Posso soltanto indietreggiare, contemplando la strada percorsa. Ed ogni volta che indietreggio compongo davanti a me una realtà.

Tra la vita e la morte, in una crisi continua, tengo accesa la mia lanterna, la mia coscienza…

– da La Via Dei Tarocchi di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa.

La crisi (κρίσις) nel Coaching

Tutto ha origine dalla crisi, che conduce al desiderio di cambiamento e a far nascere in Noi la motivazione.

La crisi (κρίσις): il senso di separazione fra l’Io e il Sé. Il termine “crisi”, di derivazione greca (κρίσις), originariamente indicava la “separazione”.

In altri termini, significa una separazione/distacco fra ciò che veramente siamo e ciò che viviamo, tra ciò che sentiamo dentro nella parte più intima di noi e ciò che mettiamo in pratica concretamente.

Nella parola, “crisi” permane il senso di mutamento, di trasformazione nel tempo, di cambiamento.

Sono i momenti di vera e profonda crisi che spesso si accompagnano al desiderio di cambiamento. È qui che siamo pronti a metterci in discussione, a rimboccarci le maniche a reagire, all’azione.

È qui che la crisi diventa la sfida più grande, quella di accettare che un ciclo è arrivato alla sua fine, e la presa di coscienza di lasciarlo andare, come il frutto si distacca dall’albero quando è passata la fase della maturazione.

Solo quando siamo disposti ad accettare che qualcosa è finito, siamo pronti a lascarlo andare, e a dirigerci verso l’inizio di qualcosa di nuovo.

Durante il mio percorso di coaching, ho compreso che spesso alla base dei problemi umani c’è la resistenza al cambiamento, ossia la resistenza a lasciar andare qualcosa che ormai è giunto alla fine.

Questo porta a trascinare situazioni, persone, cose, che non ci rappresentano più, che non sono più affini con la nostro più intimo essere (un lavoro che non ci appaga più, una relazione ormai spenta, un’amicizia che non ha più nulla in comune con noi, etc). Ci intestardiamo a mantenere immutato, qualcosa che per la sua stessa natura non lo è, la vita!

Il Mental Coaching ci aiuta a gestire la crisi, ci aiuta a comprendere che dalla crisi nasce il cambiamento, e che questo non è un ostacolo, ma un’opportunità.

Il Mental Coaching ci aiuta a comprendere che il cambiamento fa parte di noi, dell’uomo; il cambiamento non può essere ostacolato, perché cambiamento significa evoluzione.

Quando noi poniamo resistenza al cambiamento, in realtà poniamo resistenza ad un’evoluzione:

la vita è un flusso, il cui corso va sempre avanti, e quando poniamo resistenza cercando di fermare questo flusso, o addirittura di tornare indietro, ci blocchiamo, e ristagniamo” (- Marienne Costa)

Condivido le parole del grande scienziato e filosofo Albert Einstein, che racchiudono in sé un concetto basilare del Mental Coaching: la crisi è una benedizione e va vissuta come una sfida che ci consente di evolvere e migliorare.

La crisi è una benedizione

Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo.

La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi

perché è proprio la crisi a portare il progresso.

La creatività̀ nasce dall’ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura.

E‘ nella crisi che nasce l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.

Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi,

violenta il proprio talento e rispetta più̀ i problemi che le soluzioni.

La vera crisi è la crisi dell’incompetenza.

Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è routine, una lenta agonia.

Senza crisi non ci sono meriti. E‘ nella crisi che il meglio di ognuno

di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza.

Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire

esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro!

L’unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

–  Albert Einstein La crisi può essere una vera benedizione, 1955