La Principessa e il Gatto

C’era una volta una Principessa che pensava di non essere pronta a governare il suo regno.

Era entrata in una profonda crisi; si guardò allo specchio e si disse: “non sono pronta, non sono capace a guidare il mio regno”.

I dubbi la tormentavano: “come farò? Sarò in grado di aiutare il mio popolo? Non ho la forza, non ho le capacità, non ho il coraggio, …”

Durante una notte insonne, mentre il temporale fuori rombava, un lampo di luce colpì la finestra della sua camera; dai brillanti cristalli frantumanti comparve una Fata.

a Fata, bellissima, luminosa, evanescente le parlò: “Sono qui per te; la tua paura mi ha evocato. Ti aiuterò a diventare una brava regnante. Ma Tu lo vuoi veramente?”

La Principessa, seppur sbigottita, annuì con il viso: “Si …”.

La Fata la guardò e le domandò: “Perché vuoi regnare?

La Principessa rispose: perché questo è il mio destino, è quello che voglio, è quello che desidero.”

La Fata a quel punto la guardò negli occhi: “dovrai superare una dura prova; se la supererai, otterrai una bacchetta magica che ti permetterà di regnare come tu vorrai. Ora il patto è suggellato!”, e scomparve in un bagliore di luce.

La Principessa cadde in un sonno profondo.

Al suo risveglio, trovò una pergamena sul letto, la aprì e lesse ad alta voce:

Dovrai riuscire a camminare per tre giorni e tre notti nella terribile giunglaforesta, senza portarti dietro niente, se non te stessa e il tuo coraggio

La Principessa pensò: “non ce la farò mai!”. Poi le tornò in mente la Fata e la promessa della bacchetta magica, e così si mise in cammino.

Cammina, cammina, cammina.

I piedi le facevano male e aveva fame, tanta fame. E continuava a pensare: “Non ce la farò mai!”.

Dopo due giorni di cammino, stanca e affamata, si sedette ai piedi di un ruscello. Si guardò intorno e per la prima volta vide con occhi diversi la giunglaforesta.

E pensò: “con le foglie posso fare una borraccia e ci metto l’acqua; con altre foglie e liane posso farmi una borsa in cui mettere qualcosa da mangiare; vedo tanti frutti pendenti dall’albero, frutti che prima non vedevo.

Una voce dentro di se parlò: “ce la puoi fare”.

Cammina, cammina, cammina.

Ad un tratto, le si avvicinò un animale selvatico, un gatto delle foreste. Il gatto ruggiva forte, e lei si spaventò molto, ora era faccia a faccia con la fiera.

Lei non si muoveva paralizzata dalla paura e neppure il gatto selvatico. Poi pensò tra sé:

se avesse voluto mangiarmi, lo avrebbe già fatto. Allora perché ruggisce così?”

E capì: “ha bisogno di aiuto! Ecco perché urla!”

Allungò una mano e lo accarezzò, la fiera si calmò.

Guardò in basso e vide che aveva una spina tra le zampe; con delicatezza la tolse. Il gatto selvaggio ora sembrava sereno e faceva le fusa.

Il gatto la guardò fissa e le disse: “tu mi hai aiutato e io ora aiuterò te”.

Il gatto magicamente crebbe e diventò grande come un unicorno. E disse alla Principessa “Sali su di me e io ti accompagnerò a concludere il tuo cammino!”.

Salì sul gattounicorno della giunglaforesta e il viaggio fu veloce e magico.

Si risvegliò nella sua stanza, con la Fata accanto a lei.

La Fata le disse: “Brava, hai superato la prova. Hai dimostrato coraggio, tenacia, forza, resistenza, intelligenza e buon cuore”.

La Principessa sorrise e rispose: “Grazie! Ora per favore, dammi la bacchetta magica con cui potrò governare”. Ma la Fata sparì.

La Principessa cominciò a gridare: “Fata, Fata, dove sei? Dov’è la bacchetta magica che mi avevi promesso? Come farò ora a governare?

Gemente la Principessa si guardò allo specchio, delusa dalla promessa tradita.

E disse ad alta voce: “Sai mia cara Fata, ho passato 3 giorni e 3 notti sola con me stessa nella giunglaforesta e sono sopravvissuta; e quindi riuscirò a governare anche senza la tua bacchetta.”

E nell’immagine riflessa nello specchio comparve la Fata: “Brava, ora hai veramente superato la prova. La magia l’hai trovata dentro di te. Il coraggio, l’intelligenza, la forza e la bontà sono ormai con te e sei pronta a donarli al tuo popolo”.

E così, la Principessa regnò per tanti, tanti anni e il suo regno divenne prospero e felice.

La leggenda narra che di tanto in tanto, la Regina spariva misteriosamente dal castello per tre giorni e tre notti. Si dice che vagava sola nella gunglaforesta. Ma lei non era sola e aveva una meta: il suo cammino. Quando tornava era sempre più saggia e forte.

Gabriella, maggio 2020- Favola scritta in collaborazione con il caro amico Steve Cold

Estratto della tesi in Mental Coach